i diritti dei lettori |
| Il decalogo
redatto dallo scrittore francese Daniel Pennac sui diritti del lettore non
ha bisogno di spiegazioni e per chi le volesse ad ogni costo basta prendersi
in biblioteca Come Un Romanzo, di Pennac, e lì si trovano ampie glosse
ad ognuno degli articoli sotto elencati.
Solo due parole sul diritto n.6, quello al bovarismo che da qualcuno potrebbe essere confuso con un diritto all'allevamento bovino ( che peraltro è sancito in altri luoghi). Bovarismo viene da Emma Bovary, disgraziata protagonista del romanzo di Gustav Flaubert Madame Bovary, considerato il primo grande romanzo contemporaneo ( per quali ragioni è un po' lungo spiegare, ma in biblioteca potrete trovare, oltre ad alcune edizioni del suddetto romanzo anche diversi saggi su di esso, da quelli di Macchia a quello di Dacia Maraini). Dunque, Emma era una lettrice famelica ma non distingueva la realtà dalla finzione. Quello che leggeva, per il fatto stesso che stava scritto su una pagina, le appariva più vero di quello che trovava nella realtà di tutti i giorni. Vero è che la sua realtà quotidiana non era poi così appassionante; aveva sposato un farmacista, brav'uomo, per carità! ma, come dire, non proprio un eroe da romanzi. Così quando Emma conosce un commesso viaggiatore che si veste, parla e ragiona come in un romanzo se ne innamora e finisce con il combinare un gran casino. Il bovarismo è dunque il 'vizio' di lasciarsi prendere a tal punto da un libro da pensare che tutto intorno è come nel libro. La madre di una grande scrittrice, Angela Carter, era assai preoccupata che la figlia prendesse questo vizio. Le sequestrava i romanzi dicendole " bada, che vai a finire come Emma Bovary". Angela per fortuna non le dette retta ed è diventata una scrittrice che quando entrate dentro i suoi libri il difficile è poi venirne fuori. Quindi, se siete bovaristi, se dopo tre Agatha Christie vi mettete a confrontare le cicche di sigarette nel vostro portacenere o dopo aver letto Tolkien vi date alla musica irlandese e al tiro con l'arco non preoccupatevi: il bovarismo non ammazza (tranne che in Flaubert). 1. IL DIRITTO DI NON LEGGERE
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