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Biblioteca comunale: gruppo di lettura "IL SENTIERO DEI LIBRI" - Libro del mese "L'arte della gioia" di Goliarda Sapienza

“Dalla passione per i libri e la lettura alla costituzione di un gruppo per scambiarsi sensazioni, emozioni, pensieri su libri scelti insieme”

   Il libro per il mese di Marzo 2020 è ”L'arte della gioia" di  Goliarda Sapienza

 

   

Il libro

Goliarda Sapienza (nata a Catania nel 1924 e morta a Gaeta nel 1996) rientra a buon diritto tra la schiera di autori (e soprattutto autrici) trascurate dal canone ma portate al successo dai lettori più attenti, sebbene con grande ritardo.

L’arte della gioia ha richiesto dieci anni per essere trascritto (dal 1967 al 1976) per poi essere abbandonato per vent’anni dentro una cassapanca in soffitta. Per volontà di Angelo Pellegrino, coniuge della Sapienza, dopo una miriade di rifiuti dagli editori, è stato pubblicato postumo soltanto nel 1998, in seguito ha pazientato a lungo negli scaffali delle librerie, salvo poi, dopo un altro decennio, essere riscoperto dai lettori (soprattutto all’estero), diventando un longseller e ottenendo quindi il riconoscimento dovutogli.

Una strana storia quella della sua pubblicazione ma ancora più bizzarra è quella custodita tra le sue pagine.

Sicilia, 1 Gennaio 1900, nasce Modesta, cuore e mente di questo libro vistoso e ammaliante. Il nome di questa “carusa tosta” che cresce come una selvaggia, quasi quanto l’Arturo della Morante, è una beffa ben studiata perché di umile Modesta non ha niente: è sfrontata, curiosa e impaziente.

Vive nella miseria dell’entroterra siciliano ma è una condizione temporanea. Ben presto imparerà a sfruttare la sua intelligenza machiavellica e il suo fascino per ribaltare del tutto la sua posizione sociale ma non per rivalsa o avidità come un Bel-Ami qualunque. Modesta agisce e si determina soltanto in nome della libertà. Tant’è vero che la sua arrampicata non ha come obiettivo il raggiungimento di una vetta, bensì di una condizione: questa gioia, appunto, evocata nel titolo. E la gioia è un sentimento mutevole, volubile e incerto che porta a repentini cambi di rotta.

L’intreccio del romanzo segue infatti il vitalismo della sua protagonista e si sviluppa tortuoso, in volute narrative, girotondi sentimentali e continui cambi di scena. Questa ridondanza nasce dalla volontà di rendere ancora più memorabile la vita di Goliarda, caratterizzata dalla rottura di ogni tabù, specialmente di natura sessuale. D’altra parte, “picciriddi e animali semu”, nient’altro che bambini e animali, allo stesso tempo: libertà e istinto. Una vita all’insegna dell’autodeterminazione, quindi, ma anche dell’egoismo.

Modesta è certo una femminista, ma anche un modello negativo, immorale, e a tratti spietato.

“Bisognava essere liberi, approfittare di ogni attimo, sperimentare ogni passo di quella passeggiata che chiamiamo vita. Liberi di osservare, di studiare, di guardare dalla finestra, di spiare fra quel bosco di palazzi ogni luce che dal mare si insinua fra le imposte…”

A fare da controcanto alla forza prorompente di Modesta, c’è la malattia e la decadenza della famiglia nobile dei Brandiforti, tema questo che ha attraversato tutta la letteratura europea del Novecento, tanto che viene naturale associare “L’arte della gioia” – piuttosto che a Il Gattopardo di cui viene considerato la nemesi – a I Vicerè di Federico De Roberto, altro romanzo siciliano che ha goduto di fortune alterne. Gli amori di Modesta, poi, sono sempre impossibili, o quanto meno difficili, come quelli dipinti da Elsa Morante.

L’unico torto fatto a Modesta è forse quello di lasciarla da sola. Non certo per mancanza di partner amorosi, quelli si confondono in un turbinio all’interno de “L’arte della gioia”. Quanto senza personaggi alla sua altezza. Le altre donne del romanzo sono sempre deboli, malaticce e piagnucolose, così anche gli uomini finiscono per assomigliarsi fra loro: tutti infatuati di lei, tutti inevitabilmente destinati ad allontanarsi e a sposare donne a lei sottoposte. È una dinamica che si ripete troppe volte all’interno del romanzo che – a fronte di una prima metà strepitosa, dotata di una scrittura che corre e attraversa i decenni dell’infanzia e dell’adolescenza di Modesta, senza nemmeno un accenno di affanno – diventa quasi parodistico e melodrammatico sul finale.

L’esagerazione di Modesta si riflette in una trama troppo ridondante e forzata, piena com’è di figli illegittimi, amanti perniciosi, tradimenti e rovesci della fortuna. Si perdona, però. Perché fa parte del fascino di Goliarda Sapienza, attrice, scrittrice e donna originale, eccessiva, coraggiosa.

-Noi dall’isola abbiamo donne guerriere nella memoria, donne che con la spada fanno carneficina di chi le offende. -Sono forse sante? -Niente Sante! Paladine valenti e senza paura, all’altezza d’Orlando nel roteare la durlindana.

di Ilenia Zodiaco per ilLibraio.it

 

 L’autore

«Goliarda non esiste. Lei è l’esistenza», dicevano di lei, scherzando, alcuni amici per intendere un tratto della personalità che caratterizzava sia la donna che l’artista: mettersi sempre in gioco e sempre con estrema passionalità. Era un tipo di donna che incuteva negli altri desiderio di autenticità. E ancora oggi lo fa: attraverso la sua opera letteraria. Leggere opere come L’arte della gioia (Einaudi), Lettera aperta (Sellerio), Il filo di mezzogiorno (Baldini & Castoldi), L’università di Rebibbia (Rizzoli) e alcune poesie ed opere teatrali rimaste ancora inedite può risultare irritante. Tale è l’insistente e spietato svelamento delle contraddizioni e imperfezioni della «bugia-realtà», in un andirivieni stilistico volutamente incompiuto che punta dritto all’animo di chi legge. Goliarda, attraverso una scrittura politica e intimista al tempo stesso, svela l’estrema problematicità dell’esistenza umana, ma anche la prospettiva di una vita migliore: se si osa contattare ogni parte di sé, senza escludere sofferenze, ambiguità, bugie, contraddizioni, paure, desideri e delitti, simbolici e reali. Goliarda Sapienza nasce a Catania il 10 maggio 1924. I suoi genitori – la nota sindacalista lombarda Maria Giudice (1880-1953) e Giuseppe Sapienza (1880-1949), un avvocato socialista – si conoscono quando sono entrambi vedovi e quarantenni, con tre figli l’uno e sette l’altra. La loro intesa è sia sentimentale che politica: dirigono il giornale «Unione» e partecipano attivamente alle lotte per l’espropriazione delle terre in Sicilia, nel biennio 1920-22, durante il quale il figlio maggiore di Giuseppe, Goliardo Sapienza, viene trovato morto affogato in mare, presumibilmente ucciso dalla mafia, che difendeva gli interessi dei proprietari terrieri. Il nome ricevuto dal fratello morto tre anni prima della sua nascita è solo uno dei “pesi” dell’infanzia di Goliarda, segnata dalla morte di altri tre fratellastri, poco più che adolescenti; dalla sempre maggiore sofferenza e instabilità mentale della madre antifascista e idealista; dalla vitalità e passionalità del padre che non vuole rinunciare a nessun piacere della vita: ha molte donne, si dedica con fervore al suo lavoro di “avvocato del popolo”, ed è molto amato da tutti, in un’epoca difficile come quella fascista. Le doti artistiche di attrice, ballerina, cantante e affabulatrice della parola emergono fin da quando Goliarda è bambina ed adolescente, in cui ai “successi” di enfant prodige si alterna una salute precaria e l’insorgenza di malattie lunghe e gravi, come la difterite e la TBC. Nel 1943 si trasferisce con la madre a Roma, dove frequenta l’Accademia d’Arte drammatica, allora diretta da Silvio D’amico. Fare l’attrice le piace perché attraverso la recitazione può esprimere la pienezza e contraddizione del suo animo, ma non le piace il mondo falso in cui spesso vivono attori e attrici di successo. Alla fine del corso non si diploma, e, contestando gli insegnamenti retrogradi dell’Accademia, forma una compagnia di avanguardia insieme ad altri ex studenti contestatari, attratti, come lei, dal metodo Stanislavskj. Nel 1947 incontra il regista Citto Maselli: ha inizio una relazione fortissima, simbiotica, ma aperta a nuovi incontri, durata oltre 18 anni, e che, anche dopo la sofferta separazione, si trasformerà in una sincera amicizia. Entrambi vivono tutto molto febbrilmente, ma Goliarda non resta in superficie e sa cogliere, in ogni situazione e persona, il risvolto poetico che poi trasporterà in letteratura. Prima di diventare scrittrice la vita di Goliarda è intensa. Frequenta ambienti esclusivi e lavora, oltre che con Maselli, con registi come Luigi Comencini, Alessandro Blasetti, Cesare Zavattini e Luchino Visconti: prendendo parte attivamente alla corrente del neorealismo italiano, luogo per eccellenza di partecipazione civile, politica e morale di quel tempo. Vivendo direttamente, ma in maniera critica, il mondo artistico, impara a riconoscerne le contraddizioni e a costruirsi una personalità propria, che la scrittura letteraria fa emergere in tutta la sua potenza. Ma il suo animo, tramato da tante tessiture emotive, predisposto a grandi entusiasmi e grandi disfatte, la porta a tentare il suicidio: dapprima nel 1962 (in seguito al quale subisce una serie di elettroshock) e poi nel 1964. Dal coma che ne consegue Goliarda traghetta in tutt’altro luogo esistenziale rispetto all’ambiente di intellettuali, artisti e “cinematografari” che per tanti anni aveva esercitato su di lei un grande fascino: un luogo più luminoso, ricco e sano, in cui l’elaborazione del lutto si trasforma in rinascita e apertura alla ricchezza umana, e in capolavori come L’arte della gioia. Goliarda Sapienza muore il 30 agosto del 1996, scrittrice senza fama, ex attrice del neorealismo italiano. Ma è oggi riconosciuta tra le maggiori autrici letterarie italiane del Novecento.

Dal sito: http://www.enciclopediadelledonne.it/biografie/goliarda-sapienza/

Chi volesse inserirsi nel gruppo può farlo liberamente in qualsiasi momento, decidere di saltare incontri e riprendere a partecipare secondo il proprio bisogno e in totale autonomia.

Gli incontri si tengono nei locali della Biblioteca comunale, presso il Centro polivalente di via Fara.

 

Locandina informativa

Modulo domanda

Scheda del mese di marzo 2020: "L'arte della gioia" di Goliarda Sapienza

Scheda del mese di febbraio 2020: "Vita" di Melania Mazzucco

Scheda del mese di gennaio 2020: "Il prete bello" di Goffredo Parise

Scheda del mese di dicembre 2019: "Le quattro ragazze Wieselberger" di Fausta Cialende

Scheda del mese di novembre 2019: "Eileen" di Ottessa Mosfegh

Scheda del mese di ottobre 2019: "La parte migliore" di Christian Raimo

Scheda del mese di settembre 2019: "Le nostre anime di notte" di Kent Haruf

Scheda di Luglio/Agosto 2019: "M - Il figlio del secolo" di  Antonio Scurati

Scheda del mese di giugno 2019: "La notte delle beghine" di Aline Kiner

Scheda del mese di maggio 2019: "Leggere Lolita a Teheran" di Azar Nafisi

Scheda del mese di aprile 2019: "Orlando" di Virginia Woolf

Scheda del mese di marzo 2019: "Caino" di José Saramago

Schede del mese di febbraio 2019: "Il vecchio e il mare " di E. Hemingway" e "Fahrenheit 451" di R. Bradbury 

Scheda del mese di gennaio 2019: "Madame Bovary" di Gustave Flaubert

Scheda del mese di dicembre 2018: "L'ibisco" di Chimimanda Ngozi Adichie

Schede del mese di novembre 2018: "Chirù" e "Istruzioni per diventare fascisti" di Michela Murgia

Scheda del mese di ottobre 2018: "Il nemico" di Vindice Lecis

Scheda del mese di settembre 2018: "Pietra di pazienza" di Atiq Rahimi

Scheda del mese di agosto 2018: "La casa nel bosco" di Gianrico e Francesco Carofiglio

Scheda del mese di luglio 2018: "Il percorso dell'amore" di Alice Munro

Scheda del mese di giugno 2018: "La coscienza di Zeno" di Italo Svevo

Scheda del mese di maggio 2018: "Coral Glynn" di Peter Cameron

Scheda del mese di aprile 2018: "Se una notte d'inverno un viaggiatore" di Italo Calvino

Scheda del mese di marzo 2018: "Otto mesi a Gazzah Street" di Hilary Mantel

Scheda del libro del mese di febbraio 2018: "La moglie" di Jhumpa Lahiri

Scheda del libro del mese di gennaio 2018: "Memorie dal sottosuolo" di Fedor Dostoevskij

Scheda del libro del mese dicembre 2017: "Del dirsi addio" di Marcello Fois

Scheda del libro del mese di ottobre 2017:"Da dove la vita è perfetta " di Silvia Avallone

Scheda del libro del mese di settembre 2017: "La bellezza delle cose fragili" di Taiye Selasi 

Scheda del libro del mese di agosto 2017: "La pioggia prima che cada" di Jonhatan Coe

Scheda del libro del mese di luglio 2017: "1984" di George Orwell

Scheda del libro del mese di giugno 2017: "Dio di illusioni" di Donna Tartt

Scheda del libro del mese di maggio 2017: "La più Amata" di Teresa Ciabatti

Scheda del libro del mese di aprile 2017: "Le colpe dei padri" di Alessandro Perissinotto

Scheda del libro del mese di marzo 2017: "Non dirmi che hai paura" di Giuseppe Catozzella

Scheda del libro del mese di febbraio 2017: "Il rumore del tempo" di Julian Barnes  

Scheda del libro del mese di gennaio 2017: "La tentazione di essere felici" di Lorenzo Martone

Scheda del libro del mese di dicembre 2016:"La custode del miele e delle api" di Cristiana Caboni

Scheda del libro del mese di novembre 2016: "Gli anni al contrario" di Nadia Terranova

Scheda del libro del mese di ottobre 2016: "Maria di Isili" di Cristian Mannu

Scheda del libro del mese di settembre 2016: "Tina" di Alessio Torino

Scheda del libro dei mesi luglio/agosto 2016: "La figlia Sbagliata" di Raffaella Romagnolo 

Scheda del libro del mese di giugno 2016: "Il Maestro e Margherita" di Michail Bulgakov   

Scheda del libro del mese di maggio 2016: "Opinioni di un clown" di Böll Heinrich.

 

Il libro del mese di aprile è stato "Paese d'ombre" di Giuseppe Dessì, Premio Strega del 1972

 

Locandina informativa

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Chi volesse inserirsi nel gruppo può farlo liberamente in qualsiasi momento, decidere di saltare incontri e riprendere a partecipare secondo il proprio bisogno e in totale autonomia.

Gli incontri si tengono nei locali della Biblioteca comunale, presso il Centro polivalente di via Fara.

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ultima modifica 2020-03-19T09:18:58+02:00

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