SANTA VITALIA
La chiesa di Santa
Vitalia, a navata unica, originariamente aveva la facciata rivolta ad ovest.
Per le varie ristrutturazioni subite oggi la facciata e rivolta a sud-ovest;
sono inoltre evidenti archetti triobati e nel portale con arco a tutto sesto
sono riportate due testine, simili a quelle presenti nella porta del Duomo
di Cagliari. Tuttavia, sebbene la struttura della chiesa non presenti caratteristiche
architettoniche rilevanti, non bisogna dimenticare che essa, con la festa
di Santa Vitalia molto sentita nel paese, mantiene inalterata una tradizione
che si trasmette di generazione in generazione. Nel 1800 la festa, celebrata
annualmente il primo lunedì di ottobre, durava soltanto due giorni.
"Durante la festa", scriveva Angius, "si accendono fuochi d'artificio
e si fanno balli pubblici presso la chiesa a suon di tamburo e di lionelle".
Nel 1880 il Comune, considerato il notevole afflusso di persone, provenienti
da tutti i paesi vicini, e preso atto della lamentele degli esercenti di industria
e di commercio che ogni anno giungevano a Serrenti con abbondanti quantità
di derrate, spesso non smerciate per i limitati giorni di festa cosi deliberava:
"istituire per la festa di Santa Vitalia solita celebrarsi in questo
comune il primo lunedì di ottobre una fiera di otto giorni consecutivi,
a datare cioè dal giovedì prima e finire il giovedì dopo
la festa". Tra venditori di torrone, spiedi, "strexu de fenu",
candele e immagini sacre si snodava la processione della Santa e nell'incontro
tra sacro e profano si consumava una festa che coinvolgeva migliaia di persone
in trepidante attesa di un miracolo o di un buon bicchiere dl vino da bere
con gli amici.
Il suono della fisarmonica e il ritmo del ballo sardo rallegravano il paese
che in quelle occasioni aveva l'opportunità di uscire da una vita di
stenti e di miserie illudendosi, per un attimo, che "Santa Fida",
potesse davvero cambiare qulcosa.
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Chiesa
di Santa Vitalia
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